

La Storia
Radici, eleganza, memoria
​
Nel cuore di Gragnano, dove la terra racconta storie antiche e il tempo scorre lento tra i filari, nasce Binari di Vite.
È il 1955 quando nostro nonno Sebastiano dà origine al vigneto di famiglia, guidato da una visione semplice e profonda: trasformare la terra in identità. Accanto a lui, presenza discreta ma imprescindibile, nostra nonna Clotilde, anima silenziosa di ogni gesto, di ogni stagione, di ogni vendemmia.
Tra questi filari, a pochi passi da quello che per noi era il cuore della famiglia Elefante, prende forma un ricordo d’infanzia: “a chillat”, come chiamavamo quel luogo, quasi fosse un confine immaginario tra gioco e realtà.


Tra questi filari, a pochi passi da quello che per noi era il cuore della famiglia Elefante, prende forma un ricordo d’infanzia: “a chillat”, come chiamavamo quel luogo, quasi fosse un confine immaginario tra gioco e realtà.
Da quella parola nasce Chillato, il nostro Piedirosso: espressione autentica del territorio, elegante e vibrante, capace di custodire memoria e carattere.
Ogni vino racconta una storia.
Sebasto, il nostro vino fermo, è un tributo a nostro nonno: essenziale, deciso, senza compromessi.
Cotilde, il frizzante, è dedicato a nostra nonna: luminoso, raffinato, sorprendentemente vivo.
Oggi siamo noi, Pietro e Pierluigi, a portare avanti questa eredità, interpretando la tradizione con sensibilità contemporanea, nel rispetto assoluto della terra e delle sue stagioni.
Il nome Binari di Vite custodisce un’immagine che ci appartiene: accanto alle vigne, un tempo, correva il treno che collegava Gragnano a Castellammare.
Quei binari, oggi scomparsi, restano impressi nella memoria come simbolo di connessione, viaggio e destino. Proprio come le nostre vigne, che intrecciano passato e futuro in un racconto senza tempo.
Binari di Vite non è solo un progetto vitivinicolo.
È un’eredità che si rinnova.
È un gesto che attraversa generazioni.
È l’eleganza della memoria che diventa vino.